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![]() Si parlava del ponte dell'architetto Calatrava a Venezia oggi ad Ambiente Italia su rai3 e tra le considerazioni di Philippe Daverio (storico dell'arte) e Francesco Dal Co (storico dell'architettura) c'erano delle evidenti divergenze. Il primo non capiva l'utilità dell'opera e considerava la stessa un acquisto al supermercato dell'architettura, il secondo cercava di inquadrare l'opera in un più ampio contesto di scelte urbanistiche considerando la stessa un corretto esempio per una città in "divenire". In estrema sintesi, una visione statica e una visione dinamica dell'architettura! A voi la scelta di schieramento, non si vince nulla, nessun premio di maggioranza. Ma ahimè tra una disquisizione intellettuale e l'altra, sono sfuggite molte problematiche, tra cui una evidente incapacità di comunicare il progetto (non ghe xè un venexian che non se chieda a chi che serve el ponte) e la consueta immorale rinuncia alla richerca di responsabilità per il solito superferraginoso, prolungato, neoipercostoso iter tecnico-esecutivo. L'ingegnere Calatrava rilascerà interviste a lavori conclusi!!! E quindi, a stare alle parole del responsabile del procedimento (della sola parte esecutiva, ci teneva a sottolinaeare), il Calatrava potra parlare tra circa due mesi... e chissà "cossa ne dise?" (cosa ci dirà?) |
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